I grandi squali, simboli di una biodiversità marina ancora fragile, stanno diventando protagonisti di una rivoluzione scientifica. Grazie a strumenti innovativi come i tag arcuati (Arcos) e le sonde GPS, gli scienziati stanno decifrando i misteri dei loro comportamenti, minacciati da pesca illegale, inquinamento e cambiamenti climatici. In Italia, il progetto apri il link rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca, istituzioni e tecnologie possa salvare specie come lo squalo bianco o lo squalo tigre, che si stanno estinguendo a ritmi allarmanti.
Secondo uno studio pubblicato nel 2022, il 94% degli squali del Mediterraneo è stato sottoposto a pressioni antropiche, con il 30% delle popolazioni minacciate di estinzione. In Europa, la pesca non regolamentata ha ridotto del 78% la popolazione di squali bianchi negli ultimi 50 anni. Tuttavia, tecnologie come i dispositivi passivi per la tracciabilità (PAT) stanno cambiando le carte in tavola: i ricercatori possono ora monitorare i movimenti di questi predatori anche nelle zone più remote, dove le reti di sorveglianza tradizionali falliscono.
Innovazioni Tecnologiche che Cambiano il Paradigma
Gli strumenti più avanzati in uso oggi sono i tag Argos, in grado di rilevare temperature, profondità e velocità con precisione millimetrica. Ad esempio, uno studio condotto nel 2021 ha dimostrato che uno squalo bianco, tracciato nell’Adriatico, ha raggiunto profondità superiori ai 1.200 metri, svelando così la presenza di una nuova zona di alimentazione precedentemente sconosciuta. In Italia, la Regione Puglia ha adottato questi dispositivi per proteggere il grande squalo bianco, una specie protetta che si aggira spesso lungo le coste del Mar Ionio.
Un altro metodo chiave è l’uso di sonde GPS in grado di registrare i percorsi migratori, come dimostrato dal progetto Shark Watch che ha seguito per oltre un anno un esemplare di squalo martello nell’area del Tirreno. I dati raccolti hanno rivelato che questi animali viaggiano fino a 1.500 chilometri all’anno, percorrendo rotte che attraversano zone di pesca intensiva, dove la loro sopravvivenza è minacciata da reti a strascico e sostanze chimiche.
La Lotta contro la Pesca Illegale e l’Inquinamento
Uno dei maggiori ostacoli alla conservazione degli squali è la pesca non regolamentata, che rappresenta il 40% delle catture di specie protette nel Mediterraneo. In Italia, la polizia ambientale ha smantellato oltre 150 reti illegali negli ultimi cinque anni, ma i ricercatori sostengono che il problema sia ancora sottostimato. Per contrastare questa pratica, le tecnologie di tracciamento giocano un ruolo cruciale: i dati raccolti da squali come lo squalo grigia, spesso usati come “bande di segnalazione”, aiutano a individuare le zone di pesca illegale e a rafforzare le sanzioni.
L’inquinamento, invece, rappresenta un nemico invisibile ma altrettanto devastante. Lo squalo tigre, ad esempio, ingerisce microplastiche fino a 10 volte più di quanto non facciano i pesci, e studi recenti hanno rilevato concentrazioni di plastica nel suo fegato che superano di gran lunga quelle di altri predatori. Per contrastare questo fenomeno, alcuni progetti sperimentali stanno utilizzando i tag per monitorare l’impatto delle discariche marine e delle fonti di inquinamento, come le acque reflue non depurate.
- Nel 2023, la Commissione Europea ha approvato un piano per proteggere il 30% degli oceani entro il 2030, ma solo il 12% delle zone marine italiane è attualmente protetto.
- Lo squalo bianco mediterraneo è stato classificato come specie “in pericolo critico” dalla IUCN nel 2021, con una popolazione che si è ridotta del 50% negli ultimi 20 anni.
- I tag Argos sono stati utilizzati per tracciare oltre 500 esemplari di squalo in tutto il mondo, con dati che hanno svelato nuove rotte migratorie e aree di riproduzione.
- La pesca illegale di squali in Italia costa all’economia nazionale oltre 20 milioni di euro all’anno in perdite di turismo e pesca sostenibile.
- Lo squalo tigre ingerisce microplastiche fino a 10 volte più di quanto non facciano i pesci, con conseguenze letali per la sua salute.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma le tecnologie di tracciamento stanno aprendo nuove prospettive per la conservazione degli squali. Progetti come quello apri il link dimostrano che la scienza e la politica possono convergere per salvare specie che, fino a poco tempo fa, sembravano destinate all’estinzione. La sfida maggiore ora è quella di trasformare i dati in azioni concrete, perché ogni squalo che sopravvive è un passo in più verso la salute degli oceani.